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Punti di vista: l’incontro con i percorsi olistici

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Punti di vista: l’incontro con i percorsi olistici

Oggi ospitiamo una testimonianza diretta di Elisa, che ha iniziato un percorso con Harmoniai e ha scritto alcune riflessioni per il nostro blog.

“Sono una persona pragmatica che cerca di avere mente aperta. Per indole ho lavorato molto sulla conoscenza di me stessa: so dare un nome ai sentimenti ed alle emozioni che provo e  so guardarmi dentro e trovare una risposta a tanti perché. 

Però…

Le domande aumentano ad ogni risposta, l’autoconsapevolezza porta con sé punti di vista nuovi e diversi che confondono e disorientano se lasciati liberi di affollare la mente. 

Mi guardo intorno e vedo intorno a me persone con certezze granitiche che scricchiolano, schemi rigidi che schiacciano, stress che nascono sotto traccia e non vengono affrontati, situazioni dissonanti che vengono trascurate e si sedimentano bloccando energie, creatività, propositi.

Vedo rapporti umani condizionati dai giudizi. Mi rendo conto, guardando da esterna, che a volte il giudizio è una sorta di schema rassicurante, una giustificazione di comportamenti a cui non sapremmo dare un senso vero e profondo.

Sono mie riflessioni, non per forza condivisibili, ma quel che è certo è che un qualche tipo di malessere non risparmia (quasi) nessuno. 

Eppure…

C’è un mondo pieno di persone che cercano una strada per sentirsi più in pace con se stesse, in equilibrio. La psicoterapia è per fortuna sdoganata dalla maggior parte delle persone, non essendo più un tabù come fino a pochi anni fa. Pochi però pensano a un percorso diverso. 

I percorsi olistici

Con la definizione “pratiche olistiche” comprendiamo nella realtà un gruppo variegato e numerosissimo di discipline e tecniche. Esercizi per il corpo, la mente, la creatività o lo spirito, pratiche energetiche, meditative, o di rilassamento e chi più ne ha più ne metta.

Il principio che dovrebbe avvicinarci a questo mondo è che il lavoro su noi stessi è quello che ci aiuta ad affrontare la vita senza subirla, agendo con consapevolezza ed essendo centrati in un equilibrio che ci rende forti. Forti non nel senso di aggressivi, prevaricatori o egoisti, bensì solidi e consapevoli.

La scelta a disposizione è così ampia da permettere di perseguire gli obiettivi personali, con le tecniche che meglio ci si addicono: se  abbiamo difficoltà ad affrontare momenti di meditazione o a stare fermi, possiamo optare per discipline con una parte “fisica” preponderante, come yoga o danza indiana, per esempio. Se non vogliamo iniziare un percorso vero e proprio e magari sappiamo già di voler agire su esigenze specifiche, possiamo provare dei trattamenti: bagni di gong e campane tibetane possono stupirci per l’immediata percezione di beneficio. 

Per tutti vale comunque che l’azione della mente sul corpo può essere importantissima, ma anche il corpo, se opportunamente indirizzato, può influenzare la mente e aiutarla a trovare le modalità più efficaci. 

Possiamo imparare di noi aspetti che non conoscevamo, comprendere e modificare alcuni comportamenti che ci prosciugano energie, ci demotivano o ci limitano.

Io ho iniziato con la Via del Reiki e ho scoperto che persino  l’atto del respirare non è banale come lo immaginiamo. Ascoltare il nostro modo di inspirare ed espirare può dirci molto su come affrontiamo la vita: vogliamo controllare tutto, anche i nostri polmoni? Siamo disabituati a lasciarci andare? Siamo consapevoli di avere un corpo composto da tantissime parti, al di là della consapevolezza razionale? Da ogni incontro esco sentendomi più leggera e stabile allo stesso tempo, pronta ad affrontare le mie giornate e a migliorare, se non il mondo nel complesso, almeno la parte che mi compete. E credo ne valga la pena!”

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