Close

La Via del Reiki vista da un operatore e un fruitore

La Via del Reiki vista da un operatore e un fruitore Next item Il mantra OM VASUDHARE...

La Via del Reiki vista da un operatore e un fruitore

La Via del Reiki dal Tainai Reiki all’Uchu Reiki”: un percorso raccontato non solo da chi lo conduce, ma anche da chi ha scelto di percorrerlo. Diversi punti di vista per dare una visione poliedrica di un percorso con una sua identità ben definita, ma che, vissuto, genera esperienze, percezioni ed emozioni diverse.

La Via del Reiki raccontata da un operatore

Un viaggio umanizzante che porta il nostro Ki (Tainai) – la nostra energia – ad incontrare il Reiki Universale (Uchu) rendendoci più radicati, consapevoli, presenti. Il filo conduttore del percorso è la Chiamata, che Usui definiva l’Anshin Ritzumei, la ricerca del dono che ciascuno esprime e restituisce all’Universo, marchio indelebile della nostra autenticità. Il percorso parte dal respiro e dal corpo che trovano la loro unione nel Gassho, simbolo profondo della fusione di queste due polarità: una presa di contatto con il corpo per lasciar andare le tensioni e affidarsi, per unire ciò che è diviso e armonizzare, far risuonare, connettere. Tre centri energetici (Shimo tanden o mente somatica, Naka Tanden o mente cognitiva e Kami tanden o mente di campo) danno struttura e ritmo al percorso: dal loro allineamento si crea un campo generativo e l’allineamento di queste tre menti, a sua volta, fa risuonare la Chiamata. Da qui inizia un percorso di ascolto, percezione, consapevolezza e pulizia che si sviluppa e si manifesta attraverso una serie di pratiche energetiche sottili. Un viaggio a tappe, che diventano veri e propri gradi di crescita, ma dove ciascuno cammina al suo ritmo, partendo dal proprio centro per progressivamente raggiungere l’altro, fino ad entrare nel silenzio e nella profondità del sentire interiore che porta alla realizzazione della propria Chiamata. Un percorso di pulizia profonda che crea consapevolezza, ma che suscita anche meraviglia, stupore, in quanto consente di riscoprire risorse e talenti nascosti e rispolvera i nostri sogni.

Accompagnare un gruppo in un percorso di crescita personale è una responsabilità, ma anche un’opportunità sia per chi ne usufruisce che per chi lo guida. Dalla parte del timoniere osservo un gruppo che progressivamente sboccia e apre i suoi petali, rendendosi testimone della propria finora inesplorata bellezza interiore. Man mano che si procede nel percorso cresce l’entusiasmo, aumenta la fiducia in se stessi, lo stupore e la meraviglia delle trasformazioni in essere si palesano con evidenza e vengono celebrate, non solo dal singolo nella sua intimità, ma dal gruppo che partecipa e sostiene. L’operatore guida, stimola, porta altri punti di vista, invita all’esplorazione. Il gruppo sostiene, coadiuva e crea il campo in cui tutto si manifesta e si trasforma. Il gruppo crea anche coesione e diventa uno dei pilastri imprescindibili nel percorso. Le condivisioni, le supervisioni, le restituzioni dei singoli creano l’humus su cui costruire il percorso, segnano la rotta, indicano la direzione, delineano i bisogni su cui intervenire. 

Osservo e con grande rispetto plasmo questa materia duttile e disponibile e in un processo di co-creazione esploro nuove possibilità, indico possibili direzioni, offro la mia esperienza e con semplicità la metto a disposizione. Magicamente constato come anche nella FaD (Formazione a distanza) il gruppo, oramai esperto, riesce ad interagire e creare il campo, mettersi in centratura, radicarsi, allinearsi. Durante il lockdown il gruppo richiede una presenza virtuale, una guida a distanza, un accompagnamento per mantenere il contatto e poter continuare a lavorare su di sé, sentendosi  affiancato e sostenuto.

Constato con stupore come un percorso che lavora sul corpo, soprattutto questo primo grado del Tainai, se condotto con passione, convinzione e profonda dedizione, può essere agito anche a distanza. 

Osservo con interesse e curiosità ciò che accade, ma contestualmente indosso la veste del ricercatore che verifica nuovi possibili traguardi, differenti esperienze trasformative in contesti nuovi: la voce guida accompagna e crea trasformazione come se si fosse in presenza, e questo perché il gruppo accoglie con fiducia una differente modalità di interazione e si mette in gioco. Stupefacente ed emozionante, questa la voce di un timoniere…

La Via del Reiki raccontata da un fruitore

Abbiamo vissuto qualcosa che solo pochi mesi fa sarebbe stata impensabile. Ci siamo affidate, ci siamo lasciate guidare… e la nostra vita è cambiata. Da anni avrei voluto avvicinarmi al reiki, ma la modalità a weekend mi ha sempre bloccata: ho bisogno di sentirmi accompagnata in un percorso e il fatto di ritrovarmi da sola a praticare non mi soddisfaceva. Poi nulla avviene per caso e ho trovato sulla mia strada Odette, Angela e La Via del Reiki. Il lockdown ci ha colte di sorpresa, dopo 4 appuntamenti in presenza. Ciò che mi ha colpita di quel momento è stata la necessità che tutto il gruppo ha sentito di andare avanti, di continuare questo meraviglioso viaggio anche a distanza. Ho aspettato con gioia l’appuntamento settimanale, sono stata attenta osservatrice della crescita della mia consapevolezza giorno dopo giorno. Mi sono sentita sostenuta e supportata dalle operatrici e dal gruppo. Abbiamo sperimentato, condiviso, creato un legame. È stato un meraviglioso viaggio al femminile, del femminile. 

Il lavoro del primo livello, Tainai, è sul corpo, ha toccato corde che nemmeno immaginavo di avere, mi ha rimessa in sintonia con la mia parte più legata alla Terra e all’energia vitale. 

Al termine di questa prima tappa, posso sostenere che La Via del Reiki è stata la modalità più adatta a me per avvicinarmi al reiki, per il fatto di essere accompagnata e avere modo di far sedimentare tecniche e apprendimenti. 

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *