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Meditazione

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Meditazione

La meditazione samatha si basa sulla consapevolezza del respiro, attraverso l’osservazione prolungata (per almeno 15-30 minuti) delle fasi di inspirazione ed espirazione in uno dei punti in cui è più netta la sensazione del respiro che entra e circola nel corpo: all’entrata del naso, nello stomaco o all’altezza del plesso solare (punto corrispondente al terzo dei sette chakra, manipura, collocato nella metà superiore del ventre). Grazie alla meditazione samatha, è possibile focalizzare l’attenzione distogliendola dalle emozioni negative, come la rabbia, l’ansia, l’invidia e il rancore. Questa tecnica genera le energie necessarie che la vipassana, stadio successivo, tramuterà in azione. A livello fisico, la meditazione samatha consente un rilassamento profondo che non ottunde l’attenzione, bensì la potenzia, contribuendo a ridurre la frequenza del respiro, del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa.

La pratica meditativa consente inoltre una maggiore consapevolezza degli stati corporei, la quale determina una crescente capacità di comprensione e regolazione degli stati emozionali. Ad aumentare notevolmente è l’attività della corteccia prefrontale sinistra, relazionata a emozioni positive come entusiasmo, energia e felicità.

 

La meditazione samatha è un tipo di meditazione del Buddhismo di radice hindu. La finalità di questo metodo è quella di conseguire una dimensione di pacificazione interiore, propedeutica alla meditazione vipassana. La meditazione samatha comprende otto livelli, di cui quattro di fine materialità (quattro Jhana) e quattro immateriali. I Jhana sono una serie progressiva di assorbimenti meditativi attraversati dai praticanti di meditazione samatha man mano che approfondiscono il livello di concentrazione. Questa tecnica è sempre stata diffusamente utilizzata dagli asceti in India, prima e dopo Gautama Buddha. La samatha non nasce quindi con la filosofia buddhista, ma vi si innesta in seguito. Il sistema samatha si ispirerebbe alle tradizioni enstatiche (enstasi da en-stasis = stare dentro, termine utilizzato da Mircea Eliade) e trascendentali dello Yoga e del Jainismo che insistono sull’astrazione e la ricerca dell’isolamento sensoriale, mentre il sistema vipassana viene fatto risalire ai percorsi meditativi di tipo immanentista ed estatico derivanti dai Veda (Rishi) e dalle Upanishad. In questi sistemi, la liberazione viene ricercata nel mondo, senza doversene astrarre praticando l’ascetismo e ricorrendo all’esasperazione di tecniche introspettive.

 

La meditazione è guidata da Dharma Gyaltsen.

Gli incontri si svolgono tutti i mercoledì dalle 19 alle 21, a partire da settembre 2019.